POLO SANITARIO
Cambio al vertice del Polo Sanitario di Brancaleone. Al posto del dottor Oreste Macrì, collocato di recente in pensione, è stato trasferito il Dottor Angelo Calabrò di Brancaleone. Il Nuovo dirigente medico proviene dal Polo Sanitario di Bovalino dove ha prestato servizio per circa 25 anni. Calabrò, brancaleonese verace, è un funzionario dotato di eccellenti qualità umani e morali ed il suo pragmatismo e la sua esperienza nel campo medico sicuramente contribuiranno ad agevolare le richieste di una platea di utenti molto vasta che quotidianamente si rivolge alla struttura di Brancaleone per assistenza medica di ogni genere. Non solo. Calabrò, conoscendo molto bene il comprensorio, senz’altro saprà dare utili suggerimenti man mano che si presentano i singoli casi. Ovviamente ciò non toglie nulla ai meriti del suo predecessore che durante gli anni di dirigenza del Polo Sanitario della cittadina joinica reggina ha operato all’insegna della professionalità e della competenza. In atto al Polo Sanitario di Brancaleone convergono anche i comuni di Bruzzano Zeffirio e Staiti nonché il distaccamento di Palizzi la cui direzione dei servizi è stata affidata al dottor Francesco Russo. La struttura di Brancaleone garantisce, oltre agli altri servizi istituzionali, le seguenti branche specialistiche: diabetologia, otorino, endocrinologia, neurologia, geriatria, oncologia, medicina dello sport, allergologia, reumatologia, mentre il distaccamento di Palizzi offre le seguenti prestazioni: ginecologia, angiologia, neurologia, diabetologia, reumatologia, endocrinologia, otorino. In sostanza, il bacino d’utenza dei due poli sanitari è di circa 7/8000 pazienti. In considerazione, poi, che gli ospedali piu’vicini (Melito P.S. e Locri) distano alcuni chilometri dei due rispettivi centri e che la maggioranza dei pazienti bisognosi di assistenza medica fa parte della terza età o di soggetti disabili sarebbe opportuno che gli Enti preposti esaminassero la possibilità di istituire nuove branche specialistiche. Quindi, l’istituzione della cardiologia, dell’ortopedia, dell’oculistica e della dermatologia completerebbero, in parte, quei servizi di cui i due poli sanitari sono sprovvisti. Così facendo si eviterebbe l’emigrazione sanitaria verso altre strutture limitando, quindi, i numerosi disagi per gli utenti sia in termini di tempo sia sotto l’aspetto economico non perdendo di vista che l’area di riferimento è una delle più povere della provincia di Reggio Calabria.